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December 31 Odio i CapodanniOgni mattino, quando mi risveglio ancora sotto la cappa del cielo, sento che per me è capodanno.
Perciò odio questi capodanni a scadenza fissa che fanno della vita e dello spirito umano un'azienda commerciale col suo bravo consuntivo, e il suo bilancio e il preventivo per la nuova gestione. Essi fanno perdere il senso della continuità della vita e dello spirito. Si finisce per credere sul serio che tra anno e anno ci sia una soluzione di continuità e che incominci una novella istoria, e si fanno propositi e ci si pente degli spropositi, ecc. ecc. È un torto in genere delle date.
Dicono che la cronologia è l'ossatura della storia; e si può ammettere. Ma bisogna anche ammettere che ci sono quattro o cinque date fondamentali, che ogni persona per bene conserva conficcate nel cervello, che hanno giocato dei brutti tiri alla storia. Sono anch'essi capodanni. Il capodanno della storia romana, o del Medioevo, o dell'età moderna. E sono diventati cosí invadenti e cosí fossilizzanti che ci sorprendiamo noi stessi a pensare talvolta che la vita in Italia sia incominciata nel 752, e che il 1490 0 il 1492 siano come montagne che l'umanità ha valicato di colpo ritrovandosi in un nuovo mondo, entrando in una nuova vita. Cosí la data diventa un ingombro, un parapetto che impedisce di vedere che la storia continua a svolgersi con la stessa linea fondamentale immutata, senza bruschi arresti, come quando al cinematografo si strappa la film e si ha un intervallo di luce abbarbagliante.
Perciò odio il capodanno. Voglio che ogni mattino sia per me un capodanno. Ogni giorno voglio fare i conti con me stesso, e rinnovarmi ogni giorno. Nessun giorno preventivato per il riposo. Le soste me le scelgo da me, quando mi sento ubriaco di vita intensa e voglio fare un tuffo nell'animalità per ritrarne nuovo vigore. Nessun travettismo spirituale. Ogni ora della mia vita vorrei fosse nuova, pur riallacciandosi a quelle trascorse. Nessun giorno di tripudio a rime obbligate collettive, da spartire con tutti gli estranei che non mi interessano. Perché hanno tripudiato i nonni dei nostri nonni ecc., dovremmo anche noi sentire il bisogno del tripudio. Tutto ciò stomaca.
Aspetto il socialismo anche per questa ragione. Perché scaraventerà nell'immondezzaio tutte queste date che ormai non hanno piú nessuna risonanza nel nostro spirito e, se ne creerà delle altre, saranno almeno le nostre, e non quelle che dobbiamo accettare senza beneficio d'inventario dai nostri sciocchissimi antenati.
1° gennaio 1916, di Antonio Gramsci, da Avanti! ed. torinese, rubrica "Sotto la mole" December 29 Sostieni le spese legali del Comitato Certosa contro l'elettrosmogIl Comitato Certosa contro l'elettrosmog ha vinto la lotta contro la TIM. L'antenna non verrrà messa, la lotta paga!
Il nono dipartimento ha sentenziato che l'edificio di via Alessi non è atto a reggere il peso dell'antenna. Il Comitato adesso si trova con il dover pagare le spese legali, poichè i giudici non si sono voluti pronunciare sul fatto, condannando il comitato con l'escamotage del vizio formale al pagamento delle spese. Sono rimasti quasi tremila euro da pagare.
Sostieni le spese del Comitato Certosa contro l'elettrosmog
Sabato 5 Gennaio 2008
Kollatino Underground
Via G.Sorel 10
Ore 19:00 aperitivo bio vegan
A seguire musica:
- Beat o’matic dj set back to back
- Hugo Sanchez el Tremendizmo dj set – Radiodd – Roccodisco
- Warbear dj set – Phag Off
- Nikky + Cool 79 fixer vj set
Ingresso libero a sottoscrizione per le spese legali
convint@, orgoglios@ e decis@ a essere comunque Granelli di sabbia nell’ingranaggio!!!
Comitato Certosa Contro l’elettrosmog
comitatocertosa@yahoo.it
December 24 60 giorni di isolamento per Andrea?Dal 23 ottobre 2007 due ragazzi di Spoleto sono detenuti in condizioni durissime nel carcere di Capanne con accuse di cui i giornali hanno diffusamente parlato, ma sulle quali, nonostante l’impegno profuso dalla GIP Comodi, non vi sarebbero riscontri fattuali. Di essi, Michele, che si professa anarchico ed ha partecipato attivamente alle lotte sociali contro "l’ecomostro" di Spoleto, è stato costretto a più di cinquantacinque (55) giorni di duro isolamento, finché la giudice Restivo, preso atto dei rischi di tale regime carcerario per la integrità psicofisica del giovane, lo ha fatto trasferire in una cella con un altro detenuto. L’altro ragazzo, Andrea, che non professa specifiche appartenenze politiche, è tuttora detenuto in condizione di duro isolamento, ormai da più di sessanta (60) giorni, per costringerlo ad accusare Michele e coimputati. Se i giudici non sono stati capaci di raccogliere prove, è giusto che infieriscano su Andrea, tenendolo in isolamento all’infinito?
Come medico rilevo che il duro e prolungato isolamento inferto ai due giovani spoletini ed ora in particolare Andrea, configura la pratica di tortura psicologica, che sto segnalando alle competenti istanze internazionali. Non basta alla magistratura che già Aldo Bianzino sia stato fatto morire nel carcere di Capanne, si vuole di più? Come comunista rilevo un feroce segno di classe nell’accanimento giudiziario anche contro questi due giovani e la sproporzione tra imputazioni e trattamento giudiziario. In una Regione che ha il primato degli omicidi nei luoghi di lavoro, delle organizzazioni eversive della borghesia (tali sono per noi le associazioni coperte massoniche e della Opus Dei) e dell’uso privato del pubblico (si parla di 25 esposti a carico di un unico professionista giacenti in Procura), perché la magistratura umbra non fa nulla, per non dire di più? Come cittadino segnalo infine il compiacente silenzio di tutte le forze politiche regionali verso questi metodi usati dagli organi giudiziari. È questa la sicurezza che ci vogliono garantire? Dott. Carlo Romagnoli December 12 Strage della ThyssenKrupp, ennesima tragedia annunciataLa strage della ThyssenKrupp di Torino è l’ennesima tragedia annunciata Aumentano i profitti e cresce lo sfruttamento. Diminuiscono i salari ed i diritti. Si muore sempre più di lavoro Le statistiche riportano di continui infortuni e morti sul lavoro. Solo nel 2006 i lavoratori uccisi in Italia per soddisfare la sete di profitto dei propri padroni sono stati 1302 (quasi 4 al giorno di media!) e poco meno di un milione gli infortuni. Il caso della strage alla ThyssenKrupp è, quindi, soltanto l’ennesima tragedia annunciata. I sindacati della concertazione continuano a ripetere le solite litanie: "serve una legge, un intervento legislativo a salvaguardia dei lavoratori". Come non condividere normative a tutela della salute e della sicurezza? Ma la risposta ad un’emergenza sociale di questa portata non può essere quella di puntare tutto su un pugno di leggi che, di per sé, non possono abbattere infortuni, malattie professionali e morti sul lavoro perché causate dalla mano libera dei padroni sulla vita dei lavoratori. Peraltro siamo ormai abituati alla prassi consolidata che le leggi che devono sanzionare i padroni, senza un controllo ed una mobilitazione operaia, non vengono quasi mai applicate mentre spesso si abbattono come scuri sui lavoratori ed i loro delegati legittimamente eletti! I fatti ci dicono che mentre in questi anni sono cresciuti i profitti aziendali, decine di malattie professionali non vengono neppure riconosciute, si lavora sempre di più percependo salari da fame e, non solo la nostra vita, ma l’esistenza di tutti lavoratori noi è diventata precaria. In Italia col salario non si arriva alla quarta settimana del mese, in più le assunzioni, se si fanno, sono soprattutto a tempo determinato o sono inserimenti di "interinali" e di "formazione lavoro". Tanto gli operai ormai sono costretti a fare i "flessibili" e i padroni con la loro vita possono fare quel che vogliono: straordinari a mille, sicurezza a zero! E’ vergognoso che i sindacati confederali, contro questa emergenza, con una mano proclamano solo 2 ore di sciopero, mentre con l’altra continuano a firmare e avallare accordi che istituzionalizzano sempre più la precarietà, incentivano gli straordinari e aumentano la flessibilità oraria, cause prime proprio dell'aumento delle morti e degli infortuni sul lavoro! L’assenza di sicurezza nei luoghi di lavoro, la perdita di potere di acquisto dei salari, delle pensioni e dei diritti sono le sole emergenze delle quali vogliamo parlare e a cui il Governo dovrebbe dare risposte concrete. Ma questo non è un Governo amico dei lavoratori! Come dimostrato col protocollo sul welfare e con la finanziaria è troppo preoccupato di dare risposte ai poteri forti del capitalismo regalandogli la detassazione degli straordinari e aumentando le spese militari mentre non "trova" i soldi per gli aumenti dei nostri stipendi da fame! Per queste scelte c’è bisogno dello sdegno e della rabbia di tutti\e, perché non possiamo più accettare che vengano calpestate le nostre vite, ma c’è bisogno anche di scendere in lotta contro queste politiche! Riappropiamoci della nostra vita! Basta sacrifici per il profitto! Le nostre emergenze sono quelle del salario, del lavoro, delle pensioni e di servizi sociali per tutti e tutte! I compagni e le compagne del Coordinamento per l’Unità dei Comunisti www.coordinamento-comunisti.it December 08 Ancora contro la Guerra, senza se e senza ma. Verso la Manifestazione di VicenzaSabato 15 dicembre, saremo di nuovo a Vicenza per sostenere la lotta contro il raddoppio della base militare U.S.A., ricordando che, per la seconda volta in un anno, il governo Prodi ha aumentato le spese militari, mentre continua a tagliare risorse alla scuola, alla sanità ed a tutti i servizi pubblici. Vogliamo far sentire nei nostri quartieri la voce di chi si oppone alla guerra e alle spese militari non solo quando governa Berlusconi, ma anche quando le poltrone importanti sono occupate dal centrosinistra. Invitiamo tutte e tutti a partecipare all’incontro che si terrà... Martedì 11 dicembre, alle 18.00, in Via Baldassarre Orero n. 61 a Roma (quartiere di Casal Bertone) ...per discutere delle prospettive del movimento contro la guerra, preparare la manifestazione di Vicenza e raccogliere le firme per la legge di iniziativa popolare si trattati internazionali, le basi e le servitù militari. Intervengono: • Nella Ginatempo • Roberto Luchetti • Andrea Fioretti • Germano Monti Coordinamento romano per l’Unità dei Comunisti Rete "Disarmiamoli" Rete Semprecontrolaguerra Forum Palestina Vergognoso BertinottiMinaccia la crisi di governo per ottenere la legge elettorale favorevole al suo progetto socialdemocratico della "Cosa Rosa". Ovvero un porporzionale con sbarramento al 5%. Invece sulle finanziarie, guerre varie e leggi antipopolari (per ultimo il pacchetto sicurezza) non fa nulla, a parte le chicchere. La verità è che non gli interessa nulla del popolo che l'ha votato e gli ha permesso di diventare presidente della Camera. L'ottenimento di quella carica istituzionale è stato più importante di qualsiasi programma spacciato ai suoi elettori. Il tutto condito da uno sporco lavoro revisionista dal punto di vista ideologico che porta avanti da anni insieme al giornale Liberazione. Senza nessun Congresso il capo Fausto ha già deciso che Rifondazione confluirà nella "Cosa Rosa", alla faccia della democrazia interna. Fausto è "democratico" solo quando si tratta di criticare le esperienze socialiste, che avversa ideologicamente in quanto rivoluzionarie e non riformiste. December 01 Freebatasuna!
Libertà per i dirigenti e i militanti della sinistra basca arrestati dal Governo di Madrid! per una soluzione negoziale senza esclusioni della questione basca
Per il diritto all’autodeterminazione dei popoli Mercoledì 5 dicembre dalle 19.00
Casa della Pace, via di Monte Testaccio 22 Assemblea pubblica
Partecipano: Comitato con la Palestina nel cuore, Confederazione Cobas, Centro Sociale Corto Circuito, Pdci Roma, Fgci Roma, Rete dei Comunisti, Coordinamento per l’unità dei comunisti, Erromako euskaldunberriak |
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