Marcolino's profileVivo, sono partigianoPhotosBlogListsMore ![]() | Help |
|
December 19 Resoconto riunione nazionale dei gruppi locali di "Comunisti Uniti e Associazioni per la Costituente Comunista"Alla riunione nazionale di gruppi locali di "Comunisti Uniti e associazioni per la costituente comunista", che abbiamo convocato il 14 dicembre, sono intervenuti decine di compagne e compagni che hanno affollato la sala sindacale della Stazione Termini. Tra loro molti dei promotori e firmatari dell’appello, insieme ad alcune altre associazioni, provenienti da diverse regioni: Friuli Venezia-Giulia, Veneto, Lombardia, Liguria, Toscana, Emilia-Romagna, Umbria, Abruzzo, Lazio, Campania, Molise, Puglia, Basilicata, Sicilia.
La grande maggioranza dei compagni intervenuti (di seguito il resoconto dettagliato) , molti dei quali a nome di coordinamenti unitari Comunisti Uniti delle proprie regioni, ha condiviso l’idea che è stato un errore politico l’abbandono dell’appello "Comuniste e Comunisti: Cominciamo da noi" nonostante le pressioni in senso contrario della maggior parte del variegato "popolo comunista" che vi aveva massicciamente aderito. D’altronde opinione largamente condivisa è stata che non si ritengono affatto esaurite le ragioni di fondo di quell’appello, perché queste non erano limitate né subordinabili a necessità contingenti come il congresso di partito o la volontà di dare un segnale di vita "identitario" di fronte al recente tracollo alle elezioni di aprile. Le ragioni sono più profonde e strategiche. Oggi più che mai appare necessario riprendere e rilanciare un percorso di riconnessione delle idealità e della progettualità dei comunisti nel nostro paese con il sentimento diffuso della classe lavoratrice e della massa di sfruttati. Ancor più di fronte al dispiegarsi degli effetti devastanti di questa crisi strutturale del capitalismo e alla rinnovata arroganza di una Confindustria sostenuta dall’azione del governo Berlusconi tesa a schiacciare sempre di più il costo del lavoro nel tentivo di arrestare la progressiva caduta dei margini di profitto delle imprese. Senza considerare la necessità per le grandi aziende del capitalismo nostrano di aumentare la propria competitività internazionale e del suo ruolo militari. Per governare questa fase si va affermando un sistema bipartitico/ bipolare del governo del capitalismo di fronte al quale le masse salariate non hanno di fronte nessuna alternativa reale di sistema. I fatti degli ultimi mesi lo stanno a dimostrare. I progetti di "unità delle sinistre" sono esterni ai movimenti di lotta, il PD (sempre più semplice "altra faccia della medaglia" della governabilità ) è impantanato tra divisioni interne e coinvolgimento negli scandali del malaffare nella gestione del potere. Gli unici sussulti del consenso di Berlusconi nel paese sono stati provocati dagli scioperi, dalle lotte e dalle manifestazioni di questo periodo. Di fronte a questo panorama c’è lo spazio, quindi, per riconquistare un’unità e un’autonomia del movimento comunista in maniera totalmente alternativa al PD e al di fuori di progetti liquidazionisti e "arcobalenisti" già dimostratisi fallimentari. Su questo non sembrano credibili soluzioni dettate da escamotage politicisti o "fusioni a freddo" promosse da parte di quei gruppi dirigenti dei due partiti comunisti ex-parlamentari che hanno sostenuto la scelta della Sinistra Arcobaleno. D’altronde, la convinzione diffusa è che non ci sarà un fronte largo di opposizione alle politiche capitalistiche - e non ci sarà un progetto di reale alternativa al capitalismo ed ai suoi governi - senza un Partito comunista credibile, radicato nel conflitto ed all’altezza dei tempi e dei compiti. Queste le ragioni principali di un rilancio del progetto di Comunisti Uniti in questa fase. Da questo occorre, secondo noi, ripartire. Per farlo, come recitava un recente editoriale della rivista "Gramsci Oggi", bisogna trasformare l’appello "comuniste e comunisti: cominciamo da noi" in un grande movimento nazionale verso la "costituente comunista". Pur nella diversità di alcune posizioni e con alcune differenziazioni, l’atteggiamento prevalente nella riunione del 14/12 è stato, infatti, quello di tentare di raccogliere lo spirito unitario e aperto dell’appello "Comunisti Uniti", senza l’esclusione pregiudiziale di nessuno e senza settarismi, senza delega in bianco a nessun gruppo dirigente, per dare una spinta alla costruzione di un percorso organizzativo verso la ri-costruzione di un Partito Comunista degno di questo nome nel nostro paese.
Per questo non intendiamo la costituente dei comunisti come un movimento "alternativo" alla presenza dei comunisti in questa o quella componente comunista organizzata - sia all’interno di PRC e PdCI che al di fuori – o che alluda allo scioglimento immediato di queste. Anzi, tale movimento dovrebbe comporre nel tempo un’area politica trasversale modernamente comunista con un saldo impianto anticapitalista ed antimperialista e che possa rafforzare l’obiettivo comune del Partito per tutte le comuniste ed i comunisti ovunque collocati. Occorre costruire, quindi, strutture "trasversali" (le famose "case comuni") a doppia appartenenza che rafforzino, e non indeboliscano, il lavoro di ciascuno. Intendiamo questa "casa comune", proprio come dicevamo nell’appello, come strumento transitorio per la fase aperto ai compagni del Pdci e del Prc e a tutte le comuniste/i ovunque collocati in Italia. In questa ottica ci sembra sensata, e sosteniamo, la proposta di un rilancio nazionale dell’appello e della sua progettualità unitaria a partire dal gruppo dei primi 100 promotori, che all’epoca della sua uscita, hanno messo la faccia e hanno esposto la propria credibilità politica. Devono essere alla pari e funzionare da garanti e stimolo alla diffusione nazionale del progetto.I promotori presenti a questa riunione si mettono a disposizione da subito per la convocazione di un incontro ad hoc. Questo rilancio non deve però avere più tempi biblici, o subordinati al volere di questa o quella area politica. L’incontro nazionale dei cento promotori è opportuno che avvenga nel più breve tempo possibile, agli inizi del nuovo anno (si propone entro la fine di febbraio) che si prevede come un prolungamento dell’autunno caldo con chiusure aziendali, cassa integrazioni e licenziamenti di massa. La maggioranza dei compagni e delle compagne presenti alla riunione nazionale del 14 dicembre a Roma, promotori e firmatari dell’appello, chiedono che venga basato il progetto sulla parità dignità di tutti i partecipanti e sul radicamento territoriale. Su quest’ultimo elemento si propone la costituzione a breve di un coordinamento nazionale dei gruppi di Comunisti Uniti di ogni Provincia e Regione. Nel frattempo, ogni gruppo territoriale presente alla riunione (e la proposta è estesa ai gruppi non presenti e a quelli che si formeranno prossimamente) dovrà formulare delle prime proposte sui tre terreni di lavoro che, ad oggi, sembrano emergere nel dibattito nazionale: 1) La questione politica. Gruppo dei promotori; coordinamento nazionale; gestione del sito come vera bacheca di tutte le iniziative nazionali e locali; relazione con altre forze comuniste non coinvolte nel progetto. 2) La questione sociale. Unità e lavoro sindacale; movimenti e conflitti sociali, ambientali, studenteschi. 3) La questione culturale. Coordinamento delle pubblicazioni, riviste, iniziative editoriali; convegni, conferenze, elaborazioni teoriche. In attesa di tali proposte (aperte ovviamente, sul piano dell’azione, anche a quelle associazioni e organizzazioni comuniste che non intendessero contribuire al rilancio dei Comunisti Uniti) sono emersi già alcuni terreni di lavoro comune possibili: - la campagna nazionale per la difesa ed il rilancio del CCNL promossa da alcuni gruppi di delegati RSU e attivisti di differenti sigle sindacali e che (un pò come la promozione della manifestazione nazionale alla Thyssen del 6 dicembre a cui abbiamo contribuito) ha raccolto già oltre 200 adesioni; - la preparazione di una conferenza nazionale dei lavoratori comunisti (ovunque collocati politicamente, ma anche sindacalmente) con l’obiettivo di mappare e raccordare le forze dei comunisti che intervengono nella classe; - l’appoggio alla proposta di creare un circuito culturale marxista che a livello nazionale coordini gli strumenti già esistenti (case editrici, pubblicazioni, riviste, siti) formulata dai compagni Sergio Manes, del cantiere per la costituente comunista di Napoli (e della casa editrice "La Città del Sole"), e di Andrea Catone, del Centro Studi sui Problemi della Transizione al Socialismo e del PRC di Bari. Faremo girare bozza della proposta Catone-Manes e prime iniziative in cantiere (come la pubblicazione di un libro sui fatti della Thyssen e sulle morti per il profitto dei padroni scritta in prima persona da compagni operai). Su tutto questo i presenti rilanciano palla e proposte agli altri promotori dell’appello e agli altri gruppi locali di Comunisti Uniti mettendoci a disposizione da subito.
Roma, 14 dicembre 2008 December 09 La cassetta degli attrezziLa crisi dell’università e dell’istruzione
Giovedì 11 Dicembre – ore 16:30
Aula Grande di Storia – Facoltà di Lettere - La Sapienza
Coordina
Renato Caputo (Coordinamento Insegnanti Scuole Superiori)
Relatori
Raul Mordenti (Docente di Critica Letteraria – Tor Vergata)
Francesco Cori (Movimento Insegnanti Precari) La lotta internazionale all’analfabetismo: esperienze e prospettive
Martedì 16 Dicembre – ore 16:30
Aula 9 – Facoltà di Geologia - La Sapienza
Coordina
Leonardo Maesano (CDR Roma)
Relatori
Esteban Elmer Catarina M (Ambasciatore Boliviano)
Alessandra Ciattini (Docente di antropologia Religiosa – La Sapienza)
Dabre Yacouba (ex CDR della Rivoluzione Sankarista)
Angelo Caputo (Resistenza Universitaria)
2 Giornate di approfondimento per leggere la crisi
Resistenza Universitaria – Senza Tregua – Rete dei Collettivi Studenteschi – CDR Roma
Andreas uno di noiSabato 6 dicembre ad Atene, Andreas Grigoropulos, un ragazzo di 15 anni, è stato ucciso da un colpo di pistola sparato da un poliziotto. Così come in Italia, anche in Grecia gli studenti stanno protestando da settimane contro una riforma dell’università e contro le politiche neoliberiste portate avanti dal loro governo. Facciamo sentire agli studenti greci la nostra vicinanza per una lotta comune contro questo modello di sistema e contro le politiche di repressione dei governi.
Mercoledì 10 dicembre ore 18:00
presidio sotto l’ambasciata greca
Via Mercadante 36 (Parioli)
Rete dei Collettivi Studenteschi – Senza Tregua – Collettivo Studenti Autorganizzati – Resistenza Universitaria December 07 Dall'ONU invito a boicottare IsraeleIL prEsidentE deLl’AssembleA gEnErale deLl’ONU INVITA AL boICOTTAGGIO dEL rEgime israEliANO DELL’APARTHEID… MA IN ITALIA NON SI DEVE SAPERE.
"Sono stupefatto che si continui ad insistere sulla pazienza mentre i nostri fratelli e le nostre sorelle palestinesi sono crocifissi. La pazienza è una virtù nella quale io credo. Ma non c’è alcuna virtù nell’essere pazienti con la sofferenza degli altri". L’Assemblea generale dell’ONU ha esaminato il 24 e 25 novembre 2008 il rapporto del Segretario generale sulla situazione in Palestina. Il Presidente dell’Assemblea, Miguel d’Escoto Brockmann (Nicaragua), ha fatto di questo dibattito una questione di principio. Aprendo la seduta, ha dichiarato: « Io invito la comunità internazionale ad alzare la sua voce contro la punizione collettiva della popolazione di Gaza, una politica che non possiamo tollerare. Noi esigiamo la fine delle violazioni di massa dei Diritti dell’uomo e facciamo appello ad Israele, la Potenza occupante, affinché lasci entrare immediatamente gli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza. Questa mattina ho parlato dell’apartheid e di come il comportamento della polizia israeliana nei Territori palestinesi occupati sembri così simile a quello dell’apartheid, ad un’epoca passata, un continente più lontano. Io credo che sia importante che noi, all’ONU, impieghiamo questo termine. Non dobbiamo avere paura di chiamare le cose con il loro nome. Dopotutto, sono le Nazioni Unite che hanno elaborato la Convenzione internazionale contro il crimine dell’apartheid, esplicitando al mondo intero che tali pratiche di discriminazione istituzionale devono essere bandite ogni volta che siano praticate. L’ambasciatore Miguel d’Escoto Brockmann è un sacerdote cattolico, teologo della liberazione e membro del Comitato politico del Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale (FSLN). Personalità morale riconosciuta, è stato eletto per acclamazione, il 4 giugno 2008, Presidente dell’Assemblea Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite. L’Anti-Defamation League (ADL) è stata la prima organizzazione sionista a reagire, chiedendo al Segretario Generale dell’ONU, Ban Ki Moon, di mettere fine a questo « circo » così come alla « cosiddetta giornata di solidarietà con il popolo palestinese ». Infine, ha denunciato il carattere a suo dire « antisemita » delle proposte del Presidente Miguel d’Escoto Brockmann che essa ritiene ispirate da un secolare antigiudaismo cattolico. *****
Ad oltre dieci giorni dall'intervento di D'Escoto all'ONU, nessun organo di informazione "importante" ha ritenuto di doverne dare conto, forse per non turbare il sonno perenne del nostro Presidente della Repubblica, quello che dorme quando viene sancita la fine dell’eguaglianza dei cittadini italiani di fronte alla legge e – coerentemente – nel suo viaggio in Israele ha continuato a sonnecchiare di fronte alle sofferenze dei Palestinesi sotto il tallone di ferro dell’occupazione israeliana. |
|
|