September 16
- MIGLIAIA GLI ESUBERI
- NESSUN IMPEGNO E GARANZIA SUL FUTURO DEI PRECARI
- PESANTE RIDIMENSIONAMENTO DI FIUMICINO
- CESSIONE A TERZI DI NUMEROSE ATTIVITÀ
- CARTA BIANCA AI NUOVI PADRONI NELLA SELEZIONE INDIVIDUALE DEL PERSONALE DA IMBARCARE NELLA NUOVA COMPAGNIA
SI VUOLE SANCIRE LA RESA SENZA CONDIZIONI DI TUTTI I LAVORATORI AI VOLERI DELLA C.A.I.
Pesantissimo il bilancio occupazionale
Oltre 6000 lavoratori a tempo indeterminato saranno espulsi dalla Compagnia di cui oltre 4000 sono esuberi e circa 2000 gli esternalizzati verso società senza alcun futuro.
Falso il ripensamento di mantenere in C.A.I. le attività dei servizi centralizzati (informatica, amministrazione e call-center): presto anche quei settori saranno venduti a terzi e molti lavoratori rischieranno di essere messi in mobilità così come già dichiarato il vertice C.A.I. al tavolo di confronto tra Governo e sindacati.
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C.A.I.
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ALITALIA
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fissi
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precari
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fissi
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precari
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PILOTI
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1.550
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2.050
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ASSIST. DI VOLO
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3.300
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4.000
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370
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PERSONALE TERRA
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7.650
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3.835
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175
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12.500
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9.885
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545
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ALITALIA SERVIZI
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AIRONE
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fissi
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precari
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fissi
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precari
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PILOTI
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300
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ASSIST. DI VOLO
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450
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300
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PERSONALE TERRA
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6.943
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2.017
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1.150
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950
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6.943
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2.017
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1.900
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1.250 |
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fissi AZ+AZServ+Airone
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18.728
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fissi CAI
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12.500
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fissi in esubero
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6.228
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Precari senza futuro
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3.812
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tot lav scaricati
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10.040 |
* dati reperiti da fonti aziendali, riferiti alla attuale situazione, al netto dei precari già usciti di produzione recentemente (es.: tra gli Assist. di Volo ne sono già rimasti a casa circa 450!)
Migliaia i precari che rimarrebbero senza alcuna garanzia
Quasi 4000 precari restano senza alcuna garanzia di rinnovo del contratto nè di una stabilizzazione che si allontana dopo anni e anni di contratti a tempo determinato.
La ex compagnia di bandiera ridotta a vettore nazionale
Ridimensionato l’hub di fiumicino e pesanti ripercussioni sull’indotto
Altro che vettore intercontinentale!
C.A.I. sarà un vettore a vocazione poco più che nazionale, nonostante le vaghe affermazioni di un futuro sviluppo dei collegamenti intercontinentali: l’hub di Fiumicino resterà pesantemente colpito e ne pagherà le conseguenze occupazionali anche l’intero indotto del Trasporto Aereo sia nell’hub capitolino che nello scalo di Napoli.
Vergognosa la decisione di offrire carta bianca alla “cordata italiana” nella selezione del personale da imbarcare
Inaccettabile e pericolosa la decisione di Cgil, Cisl, Uil e Ugl di sottoscrivere una intesa in cui si sancisce la possibilità per la C.A.I. di scegliere il personale da imbarcare nel nuovo vettore sulla base di una assoluta discrezionalità e senza alcun vincolo rispetto alla esistente normativa contrattuale e legislativa. Nessun rispetto delle leggi vigenti, dei contratti, delle invalidità, dei carichi di famiglia, dell’anzianità, ecc. ecc..
Un accordo da riaprire:
Una lotta di tutti i lavoratori, fissi e precari, che può riaprire l’accordo.
Tutti impegnati per difendere il nostro contratto ed il nostro posto di lavoro.
Ogni volo che viene portato via da Roma produce tagli ed esuberi.
Basta con la guerra della Lega Lombarda contro Fiumicino.
Precari e fissi uniti nella difesa del contratto di lavoro: NO a tagli salariali/ normativi.
Giù le mani dal nostro contratto!!!
Oggi è necessario mobilitarsi per imporre alla C.A.I. ed al Governo:
- la tutela dei diritti salariali e normativi acquisiti respingendo l’ulteriore abbattimento del costo del lavoro perseguito attraverso il peggioramento dei contratti;
- la difesa dello scalo di Fiumicino contro l’abbandono della sua vocazione di Hub e contro il taglio delle sue tratte internazionali e intercontinentali;
- lo sviluppo ed il rilancio del network intercontinentale;
- il mantenimento delle attività nella Compagnia, evitando le cessioni di importanti settori (da subito Manutenzioni, Atitech, ecc e poi Informatica, Amministrazione, Call-Center) evitando così le migliaia di licenziamenti del Piano Fenice;
mercoledì 17 settembre 2008
dalle 12.00 alle 16.00 presidio a FCO
SCIOPERO NAZIONALE
di TUTTI i lavoratori del Gruppo Alitalia
16 settembre 2008
Cub Trasporti
September 05
Pubblico queste due perle della posizione culturale e internazionale del PD, un partito apertamente schierato con il capitalismo e l'atlantismo.
PD: BONDI, TUTTI DEVONO CONOSCERE GRAMSCI CERAMI, PAUSA RIFLESSIONE SU LUI NON FA MALE (ANSA) - FIRENZE, 2 SET - «Gramsci è un uomo, un pensatore, uno studioso, un intellettuale su cui tutti devono riflettere: non è stato solo un dirigente e un pensatore del Pci e della sinistra, ma è un intellettuale che tutti devono conoscere a partire dagli studenti che lo devono studiare tra i classici della filosofia del nostro paese». Così il ministro per i Beni Culturali, Sandro Bondi, ad un dibattito alla festa nazionale del Pd, ha rivalutato la figura del fondatore della sinistra italiana (Nota mia, del Partito Comunista Italiano, che è tutt'altra cosa rispetto alla sinistra italiana). Una rivalutazione dalla quale è sembrato invece prendere le distanze il ministro ombra del Pd, Vincenzo Cerami, che ha risposto a Bondi: «Io con Gramsci ho fatto colazione, pranzo e cena per trent'anni: se per il momento ci prendiamo una pausa di riflessione su Gramsci, male non fa». Cerami, durante il dibattito alla festa nazionale in corso alla Fortezza da Basso, ha voluto sottolineare come ora il Pd ha un problema «di identità pesante per cui - ha spiegato dobbiamo discutere soprattutto l'identità del presente». Al termine del dibattito lo stesso Cerami ai giornalisti ha spiegato che oggi «si apre un orizzonte completamente nuovo che con il passato non ha quasi più legami, per cui possiamo leggere e goderci la scrittura di Gramsci - ha concluso - ma
dobbiamo guardare avanti» (nota mia, ovvero leggasi dobbiamo sostenere il capitalismo e la borghesia).(ANSA).
GHEDDAFI · A proposito di un articolo del trattato Italia-Libia che nega l'uso delle basi in caso di attacco
Il Partito democratico insorge a difesa della Nato
da Il manifesto del 3-8-2008 p. 4
Il colonnello Gheddafi continua a tenere banco e ad agitare la scena politica italiana. Provocando la risposta «tranquillizzante» del governo e la reazione - incredibile? - del Pd che si erge a paladina della Nato. Ieri l'agenzia libica Jana ha rivelato alcuni retroscena dei complessi negoziati che sabato a Bengasi hanno portato Gheddafi e Berlusconi alla firma del trattato di «amicizia e cooperazione» fra i due paesi. Domenica il colonnello ha riferito al parlamento libico che, dopo molto insistenze e con la minaccia esplicita da parte della Libia di mandare tutto a monte, l'Italia si è impegnata a non usare e soprattutto a non concedere l'uso delle basi sul suo territorio alla Nato e agli Usa nell'ipotesi di una futura «aggressione» contro la Libia. Memore dell'attacco americano dell'86 su Bengasi con aerei della VI flotta «diretti da una stazione americana nell'isola di Lampedusa», Gheddafi ha preteso e «dopo lunghe discussioni» ottenuto, che l'impegno fosse messo nero su bianco nell'articolo 4, non accontentandosi della formula proposta da Berlusconi che impegnava l'Italia a «non compiere aggressioni contro la Libia».
Il leader libico diceva di voler essere sicuro che «né l'America né la Nato avrebbero usato basi in Italia contro la Libia», in riferimento all'infinità di basi Nato e/o Usa presenti nella penisola (e alcune, come quelle di Aviano e Ghedi dotate di armamenti nucleari). Ieri Palazzo Chigi, cioè Berlusconi, ha voluto circoscrivere le affermazioni dei Gheddafi e dell'articolo 4 del trattato «precisando che l'accordo fa, come è ovvio, salvi tutti gli impegni assunti precedentemente dal nostro Paese, secondo i principi della legalità internazionale» . Impegni che comprendono quelli di «mutuo soccorso» sottoscritti con l'Alleanza atlantica. Poi è stata la volta di Frattini: l'Italia «esclude categoricamente azioni di aggressione contro la Libia» ma «ha specificato con grande chiarezza che ci sono trattati internazionali multilaterali che non possono essere rimessi in discussione». Da Bruxelles un portavoce Nato si è limitato a un « no comment ».
Finita lì? No, perché è insorto il Pd, «l'opposizione» . In difesa della Nato. Il ministro esteri ombra Piero Fassino, ha definito «imbarazzata e reticente» la nota di Palazzo Chigi, invitando il governo a riferire in parlamento. Fassino ha parlato di una paese, l'Italia, che «rinuncia preventivamente a decisioni che attengono alla sua sovranità e all'interesse nazionale» e ha definito « incomprensibile stabilire oggi che non si concederanno mai basi alla Nato». Vernetti, ex sosttosegretario agli esteri, ha parlato di «clamorosa violazione unilaterale» dell'articolo 5 della Nato, che «rischia di ridurre la credibilità internazionale del nostro paese nei confronti degli alleati europei e americani». Nessun commento.
A Tripoli intanto è attesa Condi Rice per «una visita storica» e aprire «un nuovo capitolo». L'ultimo segretario di Stato Usa a sbarcare in Libia fu Foster Dulles nel '53. Quando non c'era ancora Gheddafi.
September 04
Ancora in Marcia!
100 anni di storia 100 anni di lottte
A TUTTE LE FORZE POLITICHE E SOCIALI
A TUTTI I SINDACATI NAZIONALI E REGIONALI
ALLE STRUTTURE DI BASE RSU ED RLS
ALLE ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI
AGLI ORGANI DI INFORMAZIONE
La storica rivista dei macchinisti "ancora IN MARCIA!" al fine di dibattere la situazione venutasi a creare nelle FS in relazione ai licenziamenti e agli episodi di insicurezza ed inefficienza promuove un incontro sul tema:
LICENZIAMENTI, DEMOCRAZIA E SICUREZZA NELLE FERROVIE
Un problema per i lavoratori, per i viaggiatori, per la collettività
Roma, Venerdì 5 Settembre
Sala del Sacro Cuore
(via Marsala 42/a davanti alla stazione Termini)
Ore 9.30-13.00
INCONTRO PUBBLICO E MANIFESTAZIONE DI SOLIDARIETA’
Sarannopresenti esperti del diritto, autorevoli esponenti di tutte le parti politiche e sindacali, personaggi della cultura e dell’informazione.
L’invito è esteso anche ai dirigenti FS
ore 14.30-17.00
ASSEMBLEA DEI FERROVIERI E DEI DELEGATI RSU/RLS
Dibattito, proposte e iniziative dei ferrovieri
contro i licenziamenti e sulla vertenza in atto